E all'improvviso, fu singletudine. Sì, veramente.

Ciao. Sono Nat, e sono single. Da tipo tre giorni e qualcosa.
Sono sotto shock. 
Mi ritrovo dopo sette anni e passa con M, a Bangkok. Da sola. Con un lavoro che non volevo. In una città a 13h d'aereo da casa, per venire nella quale ho dovuto battagliare non poco con me stessa, perché lo sanno tutti che una cosa è farsi una gita da qualche parte, ma vivere altrove è proprio un'altra camminata. 

Tutto bene, eh. 

Mi tengo la fantastica casa di Melrose, per la quale dovrò trovare un coinquilino, perché io da sola sono troppo impoverita per tenerla, come al solito. Un coinquilino, cazzo. Dopo anni a vivere col mio uomo. Che non è più il mio uomo. Facciamo la coinquilina. Che se no finiamo come in Turchia, che ero così fantastica che il mio coinquilino F alla fine faceva il maschio turco che mi diceva dove vai, cosa fai? Ecco. Magari meglio la coinquilina.

Non sarebbe giusto o appropriato scrivere dettagli qui, e lui mi ammazzerebbe, quindi non lo farò. Le cose andavano in maniera piuttosto rock da qualche tempo, con alti e bassi. Gli alti molto alti, i bassi molto bassi... Abbiamo deciso di fare questa cosa prima di avere problemi e litigi e discussioni per abbastanza tempo da arrivare ad odiarci totalmente. Però è come bere una medicina amara. Perché io sono ancora innamorata di lui, e credo che lui lo sia di me. Ma non va lo stesso. E quindi siamo qua. Lui che cerca casa altrove e io nella casa dove avevo intenzione di vivere con lui per qualche anno. Sola come una poraccia. 

A prova del fatto che il posto dove vivo è terapeutico, la mia vicina argentina, che ha saputo della cosa perché ho dovuto dirla a tutti loro, dato che mi serve un coinquilino e lo vorrei trovare tramite conoscenze, tra poco mi trascinerà fuori a pranzo. Perché è successo pure a lei e sa quanto ci si senta persi, porca troia. Vorrei poter semplicemente andare a Milano e farmi coccolare dalla mamma, ecco. Ma la mamma non sa niente, perché è così empatica che so che starà molto male per me. E quindi non le ho detto nulla. E siccome non sono più a Vienna, a fare l'espatrio europeo all'acqua di rose, non posso neanche andare per un weekend. No. Devo aspettare fino a fine dicembre.

E' difficile per me, immaginare la mia vita da sola. Non mi va, a dire il vero. Per niente. Io ero così cretina da pensare che potessimo stare insieme per tanto tempo e diventare due vecchi sdentati, vita permettendo. E invece no. Quindi. Ora. Devo, prima di tutto, risolvere la questione coinquilino e darmi la calma economica. E poi dopo quello potrò iniziare a vedere che cosa voglio. Perché dopo tutti questi anni con qualcun altro, mica lo so, cosa voglio io, Natalia, per me. Perché ho sempre pensato a noi, prima che a me, ed eccomi qua. Bellammerda, se posso permettermi anche un cazzo di commento immaturo, ogni tanto.  

Sono sconvolta. 

11 comments:

  1. Che dire di più, boh, forse l'amore a volte non basta, ci vuole pure l'amore per il posto dove si è ...

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    1. Noi sentiamoci in via privata, va là!

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  2. e ci credo che sei sconvolta. fossi in partenza per la thailandia come nelle ultime due vacanze passate almeno ti porterei qualche genere di conforto.
    "passerà, andrà tutto bene, rinascerai"....la conosci anche da te la filastrocca. La verità è che ora fa schifo e che non c`è soluzione se non passare dallo schifo.
    Dicembre peró non è cosí lontano come sembra (a me sembra troppo vicino, pensa i punti di vista). Ma dillo a tua mamma, sará un peso in meno nel cuore. Perchè anche a tenere su la facciata serve tanta energia. un abbraccio forte forte e thumbs up per l'amica argentina

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    1. Guarda, fa schifo, ma anche no. Fa meno schifo che vivere con l'ansia addosso, e vedere che stai male, e vedere che lui sta male, e chiederti se non sia il caso di smettere di farsi male finché ci si vuole ancora bene e ci si guarda ancora in faccia volentieri, senza volersi ammazzare. Abbiamo fatto fatica a decidere, ma l'abbiamo fatto e non ci siamo neanche accoltellati. Io sto male e lui anche. Ma stiamo riuscendo a restare civili, e questa per me è una vittoria bellissima. A parte appena svegliata, quando mi assale la massa di roba che mi è piombata addosso, mi sento relativamente tranquilla. Arrabbiata, a volte, triste, spessissimo, ma mi dico che ce la posso fare. Ho attraversato di peggio.

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    2. Avrei dovuto capire che non va poi cosí male da quanto è figa l'immagine del post. Una accoppiata non indefferente....In ogni caso complimenti:saggia decisione, non è davvero da tutti riconoscere il momento giusto.

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  3. Ommamma.
    Mi dispiace tanto, tantissimo.

    Ovvio che i dettagli sono tuoi e non è giusto spifferarli in un blog, però mi sembra di capire che la cosa non fosse rimandabile e questo è indice di grande maturità, da parte di tutti e due.

    Ora, una volta che ti sarai raccapezzata, avrai fatto qualche pianto terapeutico e necessario e disperato, ok, siediti e tanti respiri profondi.

    Da quello che dici hai dovuto mettere le decisioni di coppia prima di quelle personali.
    E' arrivato il momento di invertire le priorità!

    E' naturale che tu ora vedi la negatività della cosa (lo strappo è forte ed è appena successo, è umano che faccia molto male) però pensa anche che adesso sei solo tu responsabile di quello che farai, di dove andrai e delle tue scelte.

    Sei sicura di volere un coinquilino? Sei sicura di non voler invece prendere l'occasione per andartene?

    Tu che sei una viaggiatrice esperta lo saprai di sicuro, ma ti ricordo che Norwegian ha voli molto low-cost Stoccolma- Bangkok e viceversa. Con tanta pazienza si riesce a fare andata-ritorno con circa 350 euro. E da qui puoi prendere un altro Norwegian per Milano o anche (ma quelle sono scelte...) un Ryanair. E puoi raggiungere tua madre per una settimana, se ti va.

    (Se serve aiuto, ci possiamo sentire in privato, naturalmente.)

    Il momento che stai affrontando è delicato, ma mi era sembrato di capire che un cambiamento fosse nell'aria da tempo.
    Non ti dico che sarà facile ma ehi! Guarda un po': cosa ti lega ancora a stare lì?

    Poco tempo fa mi dicevi: mi faccio tanti problemi a scegliere le/la prossima destinazione perché sono in coppia e non sono solo io che decido...

    Guarda qua: ora sei di nuovo tu l'unica padrona del tuo destino.
    E anche quella più importante.


    Ti abbraccio forte!
    (virginiamanda@gmail.com )

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    1. Mamma. Ho scritto un controcommentone spiegando perché non parto che è così lungo che è diventato un post, praticamente. Ora vado a dormire, ma domani o dopo lo pubblico. Riassumendo per risponderti comunque: non parto perché in genere, nella mia vita, non mi piace agire in modo reattivo, e le decisioni grosse le prendo molto lentamente, e a mente lucida. Quindi è troppo presto, primo, e secondo, devo prendere il tempo di calmarmi e poi esaminare bene come mi sento, riguardo alla città, e riflettere su dove potrei andare dopo.
      Un passo alla volta, con calma. Non ho alcuna pressione esterna ora, e odio la fretta. Poi spiegherò meglio.

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  4. ma è singletudine definitiva o del tipo "prendiamoci una pausa valò"? (cosa a cui non credo ma non si sa mai e spero sia la numero 2)

    ciao :°

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  5. Occacchio. Mi dispiace tanto, è tosta, lo so. Di più non posso dire perché non so i dettagli, però un abbraccio te lo mando lo stesso.

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  6. pensare al noi a volte è giusto, a volte non lo è. l'importante è esserne contenti e volerlo sul momento, e allora lì si sa che niente era sbagliato. tiriamo avanti. eddaje tutta.

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  7. Leggo solo ora... un abbraccio fortissimo. Daje che si supera, anche se è una botta, pheeega. Devi dare tempo alla rete neuronale di ricalibrarsi, e nel mentre patire.

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Dimmi, dimmi tutto!