Insegnare i verbi modali

...può essere molto pericoloso.

Vi basti questa vignetta tratta dalla lezione di tedesco della mia amica K. 

Classe mista, ci sono iraniani, afghani, colombiani, ucraini, di tutto, uomini e donne. Il tema della lezione sono i verbi modali, tra i quali "potere." La domanda dunque sorge spontanea: cosa si può e non si può fare, nei paesi da cui veniamo? 

Il signore afghano, bello bello, dice a K: "nel mio paese si possono picchiare le donne!", pieno di entusiasmo. La K non c'ha lo stesso sangue freddo mio, ed è presa un attimo di sorpresa. Io in casi così sfodero gli anni di allevamento britannico, e rispondo sempre that's very good input! con la faccia impassibile, per poi dare il cafone/nazionalista/sessista/razzista di turno in pasto agli altri studenti, che generalmente lo massacrano. Io bado a che lo facciano educatamente, poi cazzi suoi, così impara a dire cose che fanno incazzare il prossimo. 

A volte mi sento come Oprah Winfrey.

Comunque. La K ci mette un attimo a reagire, e prima di lei reagisce la colombiana che tenta di avventarsi sull'afghano gridando in spagnolo una roba del tipo "prova e menare me e te sfascio, abbello". K li ferma e poi entra la cecena, che dice all'afghano, garbatamente: "No, no, ma ti sbagli. Il Corano non dice quello! Dice che puoi darle un colpetto sulla mano." poi ci riflette "O sulla spalla. O sulla schiena. Ma non di più". 

Insomma, poi la K è riuscita a distrarli e sono andati avanti. 
Ecco, però insegnare tedesco a volte mi rendo conto sia più difficile che l'inglese o l'italiano, come faccio io. Girano soggetti ancora più interessanti (di cui alcuni, porelli, traumatizzati davvero. Altri solo pazzi furenti.)

Il che mi insegna che devo imparare abbastanza bene il tedesco da insegnarlo, per fare altra ricerca sociale.

Occhei. Non accadrà mai.



3 comments:

  1. cara natalia pi ti informo che hai vinto un premio. vai al mio ultimo post e gioisci.

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